PISELLO

Pisum sativum – Famiglia Leguminosae

SEMINA

Il pisello solitamente viene seminato. Si semina fra marzo e aprile (nei mesi più freddi è bene coprire il terreno con il tessuto-non tessuto, perché i germogli temono il gelo). Il terreno va lavorato in autunno, o all’uscita dall’inverno; se si segue il sistema consigliato, con prose di coltivazione permanenti (strisce di terreno larghe 70 cm, rialzate rispetto ai camminamenti di 10-20 cm, su cui si andrà a coltivare), si lavora solo la parte dedicata alle colture. Le lavorazioni si possono effettuare con la zappetta; possono essere superficiali, di 15-20 cm. È necessario creare delle file con la zappetta che dovranno avere una profondità di circa 2-3 cm. Questo per le varietà nane. Per quelle rampicanti conviene fare delle buche e in ogni buca mettere circa 3-4 semi; per ogni metro quadro di terreno si usano circa 13-20 g di semi senza differenze tra piante nane o rampicanti. Il pisello ha un ciclo vegetativo, dalla semina alla raccolta, di circa 3 mesi; non sopporta una temperatura sotto i 5 °C e la temperatura ottimale è fra i 18 e i 20 °C. Quando le piantine saranno alte circa 5-8 cm bisognerà diradarle, cioè eliminare le piantine in eccesso per evitare che tra piantine vicine ci sia competizione per la luce e per l’acqua, rischiando di non far sviluppare l’ortaggio.

TRAPIANTO

Il pisello può essere anche trapiantato (stesso periodo della semina) quando è già piantina, ma come pratica è di minor importanza rispetto alla semina. Qui le piantine verranno posizionate in file secondo le distanze di impianto.

CRESCITA

Per venir bene, i piselli nani hanno bisogno di un impianto A2, mentre i rampicanti di un impianto A4; entrambi necessitano di manichetta 1.

In caso di semina, ai piselli rampicanti bisogna garantire un sostegno: normalmente consiste in 3 pali, solitamente in bambù, da mettere, in corrispondenza della singola piantina, a forma di capanna, legandoli insieme in punta.

Una volta colti, i piselli lasciano un terreno migliore di come lo avevano trovato in quanto sono specie cosiddette azotofissatrici, cioè in grado di prendere l’azoto che è nell’aria e usarlo come elemento nutritivo fissandolo nel terreno tramite le proprie radici; si possono alternare con le solanacee, ad esempio pomodoro, peperone, melanzana, patata; meglio evitare invece di ripiantare altri piselli oppure altre leguminose (fagiolino, fava) e liliacee (aglio, asparago, cipolla, porro).

Le distanze che si vengono a creare con l’impianto possono permettere di coltivare altre specie orticole sulla stessa prosa di coltivazione come ad esempio:

  • l’insalata, il ravanello e la valerianella sia per semine/trapianti contemporanei sia se queste colture sono appena all’inizio del loro ciclo di sviluppo

La consociazione è ottima con la calendula, la borragine.

Per coglierli devono presentare i semi che hanno raggiunto il loro pieno sviluppo, secondo le caratteristiche specifiche della varietà.

Fra i primi che si raccolgono e gli ultimi potranno passare più o meno 2-3 settimane.

VARIETÀ RACCOMANDATE

Le varietà di piselli sono raggruppabili a seconda della taglia (nane e rampicanti):

  • nane: Meraviglia d’Italia
  • rampicanti: Telefono

NOTE

Il pisello è caratterizzato da un medio valore energetico, un apprezzabile contenuto in fibra e sali minerali quali potassio, fosforo, calcio e ferro.