PORRO

Allium porrum – Famiglia Liliaceae

TRAPIANTO

Pianta erbacea a ciclo biennale: al primo anno forma foglie e bulbo, al secondo i fiori. Nell’orto si coltiva per il bulbo, che è quello che si mangerà, quindi si trapianta di anno in anno. Il terreno va lavorato in autunno, o all’uscita dall’inverno; se si segue il sistema consigliato, con prose di coltivazione permanenti (strisce di terreno larghe 70 cm, rialzate rispetto ai camminamenti di 10-20 cm, su cui si andrà a coltivare), si lavora solo la parte dedicata alle colture. Le lavorazioni si possono effettuare con la zappetta; possono essere superficiali, di 15-20 cm. Il trapianto di piantine già formate è la pratica più comune e la più consigliata. Il porro si trapianta in luglio per raccolte autunno-invernali, ma può essere prodotto tutto l’anno, infatti per ciascuna stagione di produzione esistono differenti varietà; è necessario creare dei solchi con la zappetta profondi 10-15 cm, per permettere un buon sviluppo del bulbo. Il porro ha un ciclo vegetativo abbastanza lungo e dal trapianto alla raccolta passano circa 3-4 mesi; non sopporta una temperatura sotto i 5 °C durante la fase di formazione del bulbo e la temperatura ottimale sta fra i 15 e i 25°C. È importante, nei mesi invernali più rigidi, garantire un’adeguata copertura dei bulbi con la terra, per evitare che gelino.

SEMINA

Il porro può essere anche seminato, (stesso periodo del trapianto), conviene calcolare che per 1 mq c’è bisogno di circa 0,5-1 g di semi. Dopo la semina, quando le piante hanno raggiunto i 5-10 cm di altezza, bisognerà diradarle per facilitare la crescita e lo sviluppo del bulbo. La semina può essere effettuata a febbraio-marzo per raccolte autunnali e maggio-giugno per raccolte invernali. Dato il seme piccolo e le difficoltà di germinazione si sconsiglia la semina in pieno campo all’aria aperta.

CRESCITA

Il porro può subire quella che viene chiamata rincalzatura, cioè una lavorazione del terreno che consiste nel prendere la terra dall’interfilare (fra una fila e l’altra) per portarla verso la fila di porri. Questo per diversi motivi: favorisce l’imbianchimento del bulbo, riduce l’evaporazione dell’acqua dal suolo e controlla le malerbe. Inoltre per i porri invernali questa pratica è importante perché la terra che li ricopre li protegge dal freddo.

Per venir bene, i porri hanno bisogno di un impianto C1 con manichetta 3.

Si possono alternare con: pomodoro, leguminose (fagiolini, fagioli, piselli, fave) e umbellifere (carota, finocchio); meglio evitare invece di ripiantare di nuovo altri porri nello stesso posto.

Può essere consociato cioè coltivato nello stesso appezzamento con:

  • insalata, valerianella. L’alternanza con file di carote aumenta la tolleranza reciproca agli insetti dannosi. Bisogna tenere presente che il porro necessita della rincalzatura, quindi meglio evitare la consociazione con cicorie invernali

La raccolta del porro avviene quando il diametro dei bulbi è di circa 3 cm.

VARIETÀ RACCOMANDATE

Le varietà di porro sono raggruppabili a seconda del periodo di produzione:

  • autunnali più teneri e con bulbo allungato per raccolte in ottobre
  • invernali più duri e saporiti, con bulbo più corto e tozzo per raccolte da novembre a marzo

NOTE

Il porro è un ortaggio che ha un valore energetico medio-basso, un buon contenuto in fibra e soprattutto in sali minerali (potassio, calcio e fosforo), maggiore della cipolla. Previene l’arteriosclerosi, abbassa la pressione, è vermifugo, aiuta a dissolvere i calcoli renali. È controindicato per chi soffre di ulcere e gastrite.